martedì 6 Dicembre 2022 - 01:07

Francia, Castello di Chambord, 500 anni portati bene

Per gli italiani che amano la Francia e che hanno visitato la regione della Loira, questo è “il castello” per eccellenza. Chambord è uno degli edifici più belli del Rinascimento francese, costruito per rendere gloria al re Francesco I a partire dal 1519.
Ma soprattutto è un’opera d’ingegno, frutto della collaborazione tra i migliori artisti, architetti e maestri muratori francesi ed italiani.
Il castello di Chambord, più che una residenza od un castello simbolo del potere, cosa che indubbiamente fu, oltre che una tenuta di caccia nel mezzo di una grande foresta, cosa che indubbiamente allietò ospiti illustri per secoli, incarna un’utopia architettonica, un ideale di armonia e di geometria che hanno pochi uguali nel mondo e che sarebbero piaciuti di certo a Leonardo da Vinci, che re Francesco I venerava quasi come un padre.
La storia del castello è singolare. Nel XVI e XVII secolo Francesco I, Enrico II e Luigi XIV si recavano aChambord con la loro corte per sorvegliare i progressi del cantiere, per riposarsi e divertirsi con battute di caccia, nonché per ricevere visite e stupire gli ospiti con lo sfarzo dell’architettura.
Nel XVIII secolo il castello fu messo a disposizione dei parenti della corona; in seguito divenne proprietà privata di Henri conte di Chambord, ultimo discendente del ramo maggiore dei Borboni, prima di essere acquistato dallo Stato francese nel 1930.
Il castello può essere esplorato senza un percorso di visita preciso e prefissato, perché così è stato concepito l’edificio, in modo da potersi perdere al suo interno, pur tornando sempre al centro dove la scala a doppia rivoluzione rappresenta la meraviglia che lo caratterizza.
Lo scalone d’onore probabilmente ispirato proprio da Leonardo è infatti un monumento da ammirare in sé. Posto al centro del mastio è formato da due rampe di scale che si snodano una sopra l’altra senza mai incrociarsi.
Le sale circostanti formano una croce greca e danno accesso agli antichi alloggi e appartamenti situati gli angoli del mastio.
L’altra grande innovazione strutturale del castello è proprio l’uso della pianta a croce greca, solitamente usata nella costruzione delle chiese italiane del Rinascimento.
Al piano terra si trovano tre grandi sale di rappresentanza; le stanze dell’abitazione ovest furono utilizzate per la ristorazione a partire da fine Settecento, mentre al piano terra dell’ala reale si trova una straordinaria collezione di veicoli trainati da cavalli e carrozze.
Una visita meritano anche la camera della regina, perché i regnanti avevano abitudine di dormire in stanze separate, un oratorio, la cappella, gli alloggi di Francesco I del XVI secolo, situati al primo piano con una grande stanza da 80 metri quadrati.
Ed ancora, l’appartamento da parata, la stanza del governatore, il teatro di Luigi XIV ed il museo del conte di Chambord con l’interessante storia dello sfortunato pretendente al trono di Francia nel XIX secolo. Gli ambienti sono stati oggetto di restauri accurati ma non invasivi e spesso sono ammobiliati con pregevoli mobili d’epoca.
La visita dei piani, che fa rivivere i diversi secoli di occupazione del castello, si conclude con una passeggiata sulla terrazza in mezzo alle torrette, con un’eccezionale vista sui giardini e su tutta la vasta tenuta.
Dopo mezzo millennio di storia i numeri di questo castello restano impressionanti: 156 m di fronte, 56 metri di altezza, 77 scale, 282 camini. Mentre venti chilometri di sentieri permettono di scoprire la ricchezza e la biodiversità del parco e della foresta circostanti con percorsi a piedi o in bicicletta.
Durante l’estate si tengono laboratori per famiglie, visite guidate degli orti, passeggiata intorno al canale, spettacoli equestri nelle scuderie. Il castello è aperto tutto l’anno e accessibile alle persone con mobilità ridotta.
Una storia di grande interesse infine è raccontata in un paio di sale al piano delle terrazze. Attraverso installazioni e dispositivi innovativi come proiezioni, filmati, schermi touchscreen, una mostra permanente sottolinea il ruolo importante svolto da Chambord per la conservazione dei tesori dell’umanità e rende omaggio agli uomini che vi hanno contribuito.
Secondo un piano studiato già un paio di anni prima, nel 1939 migliaia di opere d’arte dei musei nazionali francesi, in particolare dal Louvre e da Versailles, furono inviate con convogli scortati da militari in 11 castelli ed abbazie della Francia centrale e occidentale per salvarli dai pericoli della guerra, dai bombardamenti e dalle razzie.
Durante tutta la seconda guerra mondiale, Chambord chiuso al pubblico, per l’occasione ospitò un gran numero di capolavori provenienti da collezioni nazionali e private e fu così il più grande deposito d’opere d’arte di Francia. E proprio qui in una cassa anonima fu nascosto l’originale della Gioconda.
Non essendo re di Francia, non si può dormire al castello; la città più vicina è Orléans, capoluogo della regione Centre-Val de la Loire, vivace e gradevole, con numerosi indirizzi tra cui l’Empreinte Hotel, quattro stelle in lungofiume con vista sulla Loira.

it.france.fr
www.valdeloire-france.com
www.empreintehotel.com

Reportage di Leonardo Felician
Fotoservizio di Cynthia Beccari

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