martedì 27 Febbraio 2024 - 14:51

Israele, un soggiorno in Kibbutz per una vacanza alternativa e sorprendente

In Israele, andare alla scoperta dei Kibbutz consente di compiere un viaggio non solo all’interno di una realtà che racconta l’evolversi della storia del Paese, ma anche adattarsi ai mutamenti di una società straordinariamente dinamica, coniugando tradizione con innovazione e natura e che adesso offre la possibilità di trascorrere una vacanza indimenticabile in perfetta armonia con la natura.
I Kibbutz sono infatti luoghi aperti ai turisti nei quali è possibile scoprire le bellezze nascoste del Paese e testare in prima persona la proverbiale ospitalità israeliana. Inoltre nel Kibbutz è possibile anche svolgere una gratificante e coinvolgente esperienza di volontariato che si è rivelata alquanto significativa per tutti coloro che l’hanno scelta, soggiornando in questi villaggi spesso immersi nel verde per un periodo di almeno due mesi.
Questi splendidi e affascinanti villaggi sono anche un’ottima alternativa low-cost per una vacanza a stretto contatto con la natura: hanno prezzi contenuti, ma molteplici attrattive.
Attualmente in Israele i Kibbutz sono circa 250, ciascuno con le proprie aziende e peculiarità; infatti, alcuni sono uniti dalla ricerca tecnologica, altri dalla vicinanza e dall’armonia verso la natura; alcuni hanno scelto di mantenere uno stile di vita parco, altri ancora hanno invece optato per qualche lusso in più. Così, numerosi Kibbutz offrono un livello di ospitalità altissimo che si snoda tra hotel, B&B ed ospitalità all inclusive. L’universo dei Kibbutz israeliani è insomma estremamente variegato, tanto che sarebbe impossibile racchiuderlo tutto sotto un’unica categoria.
I Kibbutz in Israele proliferano da oltre un secolo; infatti, il Kibbutz di Degania Alef, il primo ad essere costituito, risale al 1909, quando già numerosi ebrei europei si erano trasferiti nella regione con le prime due Aliyah, le ondate migratorie verso la Terra Pomessa. La sua struttura innovativa, ispirata ai valori della condivisione e dell’uguaglianza, riscosse presto molto successo, tanto che venne replicata in molti altri centri sparsi per il Paese.
Inoltre, i Kibbutz rappresentano un elemento importantissimo per l’economia israeliana, dalla cui attività deriva il 40% della produzione agricola nazionale ed il 10% di quella industriale. Ma il loro contributo non è certamente solo economico perchè i kibbutz sono spesso luogo di ricerca ed innovazione con riferimento alla salvaguardia dell’ambiente, oltre che una delle esperienze più singolari ed autentiche per i tanti turisti che visitano Israele ogni anno.
Il più celebre kibbutz è sicuramente quello di Sde Boker, sorto nel 1952 nel sud di Israele, a 50 km dalla città di Beer Sheva, in cui David Ben Gurion, storico Primo Ministro e fondatore dello Stato di Israele, trascorse l’ultima parte della sua vita ed è ancora possibile visitare la sua casa, oggi convertita in museo. Il Kibbutz ospita circa 80 famiglie che vivono di agricoltura ed industria leggera. Inoltre, Sde Boker è un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta del maestoso deserto del Negev e del Parco nazionale di Ein Ovdat, famoso per i resti dell’antica civiltà nabatea, ma anche per la natura rigogliosa ed incontaminata.
Ed ancora, nel Negev è situato il Kibbutz Ketura, secondo insediamento più popoloso della regione, che costituisce una vera e propria oasi in mezzo al deserto a 50 km da Eilat. Fondato nel 1973 da un gruppo di giovani nordamericani, attualmente ospita la Arava Power Company, azienda nel settore dell’energia che proprio nei terreni del Kibbutz ha installato il primo impianto fotovoltaico di Israele, oltre che essere tra i più attivi sul fronte ambientale.
Invece, Ein Gedi si affaccia sul Mar Morto e ospita un grandioso giardino botanico, diventato parco nazionale nel 1972. Sorto nel 1953 sopra un insediamento millenario, questo villaggio è un luogo perfetto per il relax, per le incantevoli spiagge. Poi, camminando verso sud, a Eilat si trova invece Samar, una comunità vivace ed attiva, che accoglie circa 50 famiglie e che negli ultimi anni è diventata un importante meta per l’eco-turismo.

www.goisrael.com

(Piergiorgio Felletti)

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