domenica 14 Luglio 2024 - 19:10

Le Giornate FAI di Primavera 2024 svelano il patrimonio culturale e paesaggistico italiano

Le Giornate FAI di Primavera 2024 in programma sabato 23 e domenica 24 marzo, costituiscono un evento giunto alla 32^edizione, annoverato tra i più importanti e significativi che consentono di conoscere il patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Si tratta di un’opportunità per scoprire un’Italia meno nota, luoghi solitamente inaccessibili, dalle grandi città ai borghi, veri e propri monumenti e luoghi curiosi ed inediti, che raccontano e rappresentano la cultura italiana millenaria, ricchissima e multiforme.
Così, quando 750 luoghi saranno aperti in tutta Italia, e raccontati ed illustrati da numerosi delegati e volontari del FAI e dagli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti appositamente formati per raccontare le meraviglie del loro territorio.
Le Giornate del FAI offrono un racconto unico ed originale dei beni culturali italiani, che risiede nella loro storia intrecciata con la natura, nei monumenti e nei paesaggi, nel patrimonio materiale ed immateriale.
Una splendida occasione, che in trentadue anni di aperture al pubblico per conoscere e vivere il patrimonio culturale italiano in 15.540 luoghi dimenticati o difficilmente visitabili, raccontandoli a 12 milioni e 515.000 cittadini. Ecco alcune delle aperture più interessanti:
L’area di Bologna conosciuta oggi come Fiera District è il risultato di uno dei più importanti progetti urbanistici italiani del XX secolo. Il progetto, elaborato dall’architetto giapponese Kenzo Tange, viene presentato ufficialmente nel febbraio 1970 e si distingue subito per il forte richiamo agli elementi architettonici che meglio rappresentano l’identità di Bologna: torri e portici. Questi due elementi costituiscono il legame evidente tra la storia della città nella sua parte antica e lo sviluppo delle nuove aree direzionali.
Nel 1970, contemporaneamente al progetto di Tange, viene ufficialmente istituita la Regione Emilia-Romagna, che ha la sua sede principale nel distretto ora noto come Fiera District.
visitare gli spazi rappresentativi della torre di viale Aldo Moro n. 50, che attualmente ospita l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e dove si svolge la principale attività di indirizzo e adozione di atti normativi. I visitatori saranno condotti alla scoperta degli spazi più significativi per la vita politica della Regione, oltre all’opportunità di ammirare parte dell’interessante collezione di arte contemporanea della Regione Emilia-Romagna.
Volano (Ferrara) – L’apertura riguarda un percorso storico naturalistico a Volano, comune di Codigoro (Fe), all’interno dell’area naturalistica del Parco del Delta del Po dell’Emilia Romagna, un paesaggio ricco di emergenze ambientali ed architettoniche di grande pregio: il Po di Volano, il ramo antico del Delta del Po che termina la sua corsa formando l’estesa zona umida Taglio della Falce; la Sacca di Goro; le oasi naturalistiche; la Torre della Finanza, Valle Bertuzzi, la Chiavica dell’Agrifoglio e l’Abbazia di Pomposa, millenario cenobio benedettino tra i più importanti d’Italia.
Comacchio, quartiere del CarmineComacchio è il centro storico più antico ed originale del Delta del Po, una città lagunare che conserva l’aspetto originario, con una fitta rete di canali e ponti che collegano le parti della città.
Il percorso “Alla scoperta del quartiere del Carmine” si snoda nel cuore della città, attraverso luoghi particolarmente rappresentativi della vita economica, civile e religiosa, così come si è sviluppata nel tempo.
La maggior parte degli edifici che si incontrano lungo il percorso risale al XVII secolo. Si parte dalla Loggia del Grano, costruita nel 1621, passando poi dalla Chiesa di Sant’Antonio del Suffragio del 1644, si giunge alla Chiesa del Carmine da cui il quartiere prende il nome, fu voluta dagli abitanti, che, benché poveri, si tassarono per avere un proprio luogo di culto.
Inoltre, la Chiesa del Carmine era anche una porta d’ingresso alla città per i battelli che dalla grande Valle Isola arrivavano portando l’acqua potabile. Si prosegue fino al Municipio ed alla Torre Civica costruita nel 1825 dopo il crollo della preesistente che risaliva al 1300.
Montecuccolo è una frazione del Comune di Pavullo distante pochi chilometri dal capoluogo. Il borgo sorge su un monte boscoso ai piedi del più famoso castello dei Montecuccoli e si dispone con le sue case come una quarta cerchia muraria del complesso castellano.
Il borgo, rimasto quasi integro nella sua struttura originaria, costituisce di per sé un bene urbanistico tipico dei borghi medievali montani sorti intorno ad un castello o ad una semplice torre.
La visita consiste in una passeggiata all’interno del piccolo borgo per coglierne la particolare struttura urbanistica, al trebbo, al palazzo porticato con gli stemmi Montecuccoli, alla porta d’ingresso al borgo da cui si gode un completo panorama sulla vallata dello Scoltenna e sul medio Frignano.
A Palermo, Villa Belmonte fu edificata, per volere di Giuseppe Ventimiglia, principe di Belmonte, nel periodo compreso fra il 1799 e il 1806, su di un costone roccioso ai piedi di Montepellegrino nei pressi di quella che oggi è la borgata dell’Acquasanta.
Nel corso della visita, gli studenti del Liceo Classico Garibaldi di Palermo, impegnati nel progetto fai “Apprendisti Cicerone“, intratterranno i visitatori parlando del territorio su cui ricade Villa Belmonte, racconteranno brevemente la storia di Giuseppe Ventimiglia di Belmonte, che fece erigere la dimora e della sua casata.
Quindi, dopo aver descritto le bellezze neoclassiche delle facciate anteriori e posteriori della villa, introdurranno i visitatori al piano nobile dell’edificio arricchito dai suoi saloni affrescati.

www.giornatefai.it
www.fondoambiente.it

(Piergiorgio Felletti)

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