domenica 14 Luglio 2024 - 18:39

Provenza, terra con suggestivi contrasti di natura, archeologia, storia e cultura

di Piergiorgio Felletti

La Provenza, una delle regioni più affascinanti della Francia, è un luogo in cui suggestive vestigia archeologiche e testimonianze storiche, cultura e natura si intrecciano in un connubio perfetto.
Per la presenza di villaggi pittoreschi arroccati su dolci degradanti colline, città in cui storia e modernità si contendono scenari suggestivi, espressioni culturali ed artistiche poliedriche ed un sole caldo che illumina paesaggi di fascino.
Una regione, in particolare la parte di territorio che si confronta con lo scorrere del fiume Rodano ed il suo Delta, ma anche con il prospiciente mare Mediterraneo, alla ricerca determinata delle proprie radici risalenti ad epoche preistoriche.
Ed anche delle successive civiltà e popoli che nel tempo si insediarono nel territorio, lasciando vivide testimonianze che gli scavi archeologici riportano gradatamente alla luce, dipanando uno scenario di conoscenza sempre in divenire.
Oltre alla rivalutazione delle emergenze storiche e monumentali, di tradizione e culturali, che permettono di definire la grande valenza della Provenza nelle diverse epoche che ne hanno stratificato l’essenza ed il destino.
Tra le diverse Istituzioni che si impegnano per promuovere il territorio provenzale, sia a livello economico e commerciale che come espressione di una realtà territoriale sfaccettata e che guarda al futuro, una posizione di rilievo è detenuta dalla Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia, che venne fondata nel 1866 con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche e commerciali bilaterali tra Francia e Italia.
E tuttora, dopo oltre 150 anni di meritoria attività, rappresenta un punto di riferimento non solo per lo sviluppo di opportunità commerciali franco-italiane e per la disponibilità di qualificati servizi di supporto ma anche per la realizzazione di iniziative sociali e di promozione territoriale. (www.ccif-marseille.com)
Anche il Dipartimento delle Bocche del Rodano, è parte attiva di una rete istituzionale che esercita funzioni decisionali ed esecutive, espletate in numerosi settori che coinvolgono ed incidono direttamente sulla vita delle comunità del territorio delle Bocche del Rodano. (www.departement13.fr)
Chi invece promuove in modo efficace e mirato il turismo nelle Bocche del Rodano, nel rispetto dell’ambiente e degli abitanti, ma anche per assicurare a turisti e visitatori un’accoglienza professionale e di qualità, in autonomia oppure di supporto alle Istituzioni pubbliche del territorio provenzale, è l’organizzazione di Provence tourisme. (www.myprovence.fr)
Marsiglia, città espressione di un passato che si proietta nel futuro.
Per immergersi nella realtà territoriale dalle molteplici sfaccettature della Provenza, un viaggio non può che iniziare da Marsiglia, la seconda città più grande della Francia, che con il suo porto vivace e la sua ricca storia, rappresenta il cuore pulsante della Regione. (www.marseille-tourisme.com)
Fondata dai Greci nel 600 a.C., è una città cosmopolita dal carattere unico, in cui le tradizioni provenzali si mescolano alle influenze mediterranee.
Il vecchio porto è il cuore pulsante della città, animato da numerosi locali e ristoranti, un luogo dove i pescatori vendono il pescato del giorno ed i turisti possono godere di una vista pittoresca sul mare.
Tra i tanti tesori di Marsiglia, l’Abbazia di Saint Victor certamente tra i più preziosi, merita una visita.
Fondata nel V secolo, l’Abbazia tra le più antiche di Francia, è situata su una collina che domina il porto da cui si gode una vista spettacolare sulla città e sul mare.
Le sue cripte e catacombe risalenti al III secolo, testimoniano la sua lunga storia e la sua importanza religiosa. All’interno, l’atmosfera è solenne e misteriosa, con antiche pietre che raccontano storie di santi e pellegrini.
Un altro gioiello di Marsiglia è la Cosquer Méditerranée, una riproduzione fedele della grotta Cosquer.
La grotta Cosquer, decorata in un’epoca in cui il mare era a diversi chilometri di distanza, si ritrova attualmente invasa dall’acqua a causa dei cambiamenti climatici. Circa 9.000 anni fa la grotta divenne inaccessibile a piedi.
Questa grotta, situata sotto il livello del mare, scoperta nel 1985, contiene 480 incisioni e pitture rupestri realizzate tra 33.000 e 19.000 anni fa.
A queste si aggiungono degli speleotemi ed altre meraviglie geologiche riprodotte e messe in scena con grande realismo.
Entrare nella Cosquer Méditerranée è un’esperienza unica che trasporta ed accompagna i visitatori lungo un percorso virtuale, interattivo ed coinvolgente, indietro nel tempo rivelando le meraviglie dell’arte preistorica. (www.grotte-cosquer.com)
L’annessa Galleria Méditerranée, si concentra sulla presentazione degli Homo Sapiens che frequentarono la grotta, sul loro rapporto con gli animali, di rappresentarsi al mondo e sul loro rapporto col mare.
Un’esperienza immersiva che permette di scoprire l’arte rupestre paleolitica ed i motivi che hanno portato all’allagamento della grotta. Nel corso della visita è possibile anche ammirare un bestiario originale a grandezza naturale.
Saint Mitre les Remparts ed il sito archeologico di Saint Blaise
Non lontano da Marsiglia si trova Saint Mitre les Remparts, un affascinante borgo che conserva il suo carattere medievale. Circondato da mura storiche, offre un’atmosfera tranquilla ed autentica, con strette vie, case in pietra e caratteristici negozi.
Tra i principali punti di interesse di Saint Mitre les Remparts, il sito archeologico di Saint Blaise, classificato come monumento storico, che risale alle epoche gallico-greco-romana ed è un’importante testimonianza della storia antica della regione.
Quasi un secolo dopo i primi interventi realizzati a Saint-Blaise, la valorizzazione dell’oppidum, coordinata dalla metropoli di Aix-Marsiglia-Provenza, ha permesso di rinnovare la visionedi questo importante sito archeologico e la storia della Provenza.
Passeggiando tra le evidenze archeologiche portate alla luce dagli scavi, si può rilevare la plurisecolare esistenza di insediamenti scomparsi distribuiti su un’area di 5,5 ettari; il vasto oppidum gallico protetto da un grande recinto in stile greco, che corrisponderebbe alla fortezza di Ségobriges, manifestazione emblematica del potere celtico (gallico) alla fine del 2° secolo a.C, in cui ventisei secoli fa venne suggellata l’alleanza dei Galli con i Greci di Focea, all’origine della fondazione di Marsiglia.
Quindi l’agglomerato tardo-antico di Ugium ed il castrum di Castelveyre. Tanti insediamenti che a loro volta sono sorti, distrutti e dimenticati, i cui resti raccontano la storia della Provenza.
Gli scavi hanno rivelato resti di fortificazioni, abitazioni e necropoli, offrendo uno sguardo affascinante sulla vita quotidiana degli antichi abitanti.
Passeggiare tra le rovine di Saint Blaise è come fare un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo, scoprendo i segreti di un passato lontano ma ancora vivo attraverso le pietre ed i manufatti conservati.
Attiguo al sito di scavi è stato allestito un locale di accoglienza dei visitatori in cui vengono esposti i reperti recuperati, risanati per la conservazione.
Viene offerta la possibilità di effettuare visite autoguidate od anche guidate.
(www.saintmitrelesremparts.fr)
Les Baux de Provence ed il suo patrimonio storico
Anche Les Baux de Provence è un affascinante borgo medievale situato nel cuore delle Alpilles, catena montuosa che offre paesaggi unici, cherientra tra dieci caratteristici paesi raggruppati in un Ente intercomunale denominato Alpilles en Provence. (www.alpillesenprovence.com)
Questo piccolo borgo è abbarbicato su una collina rocciosa da cui domina la valle sottostante, regalando viste spettacolari. Con le sue stradine acciottolate, le antiche case in pietra e l’atmosfera senza tempo, Les Baux de Provence sembra uscito da una fiaba.
Passeggiando per il caratteristico cento storico, ci si imbatte nella chiesa di San Vincente del XII° secolo, nei pressi è visibile la Lanterna dei Morti, un’elegante torretta circolare sovrastata da una cupola decorata, sulla cui sommità in passato veniva accesa una fiamma che annunciava la morte di un abitante di Baux.
In una zona ombreggiata della piazza antistante la chiesa, è situata la Cappella dei Penitenti Bianchi, edificio del XVII°secolo.
La Cappella si distingue per l’ingresso monumentale sormontato da un bassorilievo raffigurante due penitenti con la testa coperta da un cappuccio.
L’interno della Cappella è decorato con affreschi raffiguranti il natale pastorale tipico della tradizione provenzale.
Nei pressi della cittadina è arroccato il Castello di Les Baux de Provence, una delle rovine più maestose della regione, che risale al X secolo.
Questo castello che un tempo fu annoverato tra le fortezze più potenti della Provenza, anche se attualmente sono visibili solo ruderi, evidenzia ancora la sua passata imponenza.
Le mura, le torri e le catapulte restaurate offrono un’idea di come doveva essere la vita durante il Medioevo. Dal castello, la vista panoramica sui vigneti e sugli oliveti è semplicemente mozzafiato.
Il borgo di des Baux situato ai piedi del castello, è altrettanto affascinante. Le sue stradine strette e tortuose sono fiancheggiate da botteghe artigiane, gallerie d’arte e ristoranti che offrono piatti tipici della cucina provenzale.
Ogni angolo del villaggio racconta una storia, con edifici storici ben conservati e piccoli dettagli architettonici che risalgono a secoli fa. (www.lesbauxdeprovance.com)
Un’attrazione unica di Les Baux de Provence è l’Expo Carrières de Lumières, situata in una ex cava di bauxite; questa mostra multimediale è una delle esperienze culturali più suggestive della Regione.
Le pareti della cava fungono da tela per spettacolari proiezioni di opere d’arte classiche e contemporanee, accompagnate da musica a tema.
L’esperienza è immersiva, con immagini che si muovono e si fondono sulle superfici rocciose, creando un’atmosfera magica che incanta i visitatori. (www.carrieres-lumieres.com)
Saint Rémy de Provence, borgo sospeso tra archeologia ed arte
Nell’itinerario di visita della Provenza sospeso tra passato e presente, il turista può giungere a Saint Rémy de Provence, affascinante borgo situato ai piedi delle Alpilles.
Conosciuto per essere il luogo di nascita di Nostradamus, ritenuto tra i più famosi e importanti scrittori di profezie della storia, nonchè per aver ospitato il grande pittore olandese Vincent van Gogh, che qui dipinse alcuni dei suoi capolavori più celebri, Saint Rémy de Provence è un insieme di storia, arte e bellezza naturale.
Per rendere omaggio a Vincent van Gogh, che visse nel suggestivo borgo tra il maggio 1889 ed il maggio 1890, il locale Museo Estrin ha creato uno spazio didattico multimediale dedicato alla vita e all’opera del grande pittore.
Il suo centro storico è un labirinto di stradine, piazze ombreggiate e fontane pittoresche.
Gli emblematici edifici racchiudono prospetti di architettura medievale e rinascimentale, con numerose botteghe artigianali, caffè e ristoranti che offrono prodotti locali e specialità provenzali. La Place de la République è il cuore del paese, circondata da edifici storici ed animata dai mercati settimanali, in cui si possono trovare prodotti freschi e artigianali. (www.alpillesenprovence.com)
Sito archeologico di Glanum, civiltà sepolte testimoni delle radici della Provenza
Appena fuori dal centro di Saint Rémy de Provence è situato il sito archeologico di Glanum, una delle più importanti vestigia romane della Regione.
L’oppidum di Glanum chiudeva le propaggini delle Alpilles. Questa antica città gallica ed in seguito romana, venne edificata attorno ad una fonte sacra ed immersa in molteplici influenze culturali.
Fondata nel VI secolo a.C. dai Celti poi sviluppata da Greci e Romani, Glanum offre un affascinante spaccato della vita antica.
La vicinanza di Massalia (Marsiglia) e la posizione geografica dell’oppidum favorirono sicuramente il commercio con i greci di Marsiglia.
Probabilmente, l’integrazione dei Salyen in questo commercio e l’incontro con altri popoli del mondo mediterraneo, sono all’origine delle influenze greche ancora oggi evidenti nel sito.
A seguito della dominazione romana, gli edifici civili e religiosi di Glanon furono smantellati a favore di abitazioni, cui seguì la costruzione del centro monumentale romano, costituito da foro, basilica e curia. Furono costruite anche le terme ed una fontana trionfale, alimentata da una diga costruita a sud del sito, nel cuore del massiccio montuoso.
Il sito comprende anche altri monumenti imponenti come l’Arco di Trionfo ed il Mausoleo dei Jules.
Passeggiare tra le rovine di Glanum rappresenta un viaggio nel tempo, che permette di immaginare la vita quotidiana di una civiltà atavica ma ancora presente attraverso le pietre ed i resti archeologici. Nel corso del periodo di dominazione romana il nome della città divenne latinizzato così che Glanon divenne Glanum.
Archeologi, architetti, ingegneri e restauratori si sono succeduti dal 1921 ad oggi per riportare alla luce i resti di questa potente testimonianza di sovrapposizione non solo urbanistica ed architettonica ma anche storica e culturale di civiltà e popoli.
Questa grande avventura umana ha contribuito alla creazione nel tempo del parco archeologico che attualmente è aperto alla visita di turisti e visitatori che ne esplorano con interesse le diverse stratificazioni storiche ed urbanistiche. (www.site-glanum.fr)
Posta nei pressi di Arles, l’Abbazia di Montmajour merita una visita. Costruita nel cuore della regione di Arles, racchiude in sé otto secoli di sovrapposizioni architettoniche.
Un primo monastero carolingio parzialmente scavato nella roccia al centro di una necropoli rupestre.
Quindi una chiesa abbaziale romanica posta su due livelli, una cappella di pellegrinaggio medioevale ed una torre fortificata edificata durante la guerra dei Cento Anni.
Infine, i ruderi maestosi di un monastero in stile classico.
L’Abbazia si erge sul fianco di una rupe da cui dominava tutta la palude di Arles, in una cornice naturale suggestiva, la cui magnificenza selvaggia ispirò in particolare il pittore Vincent van Gogh. (www.abbaye-montmajour.fr)
Arles, la città più romana di Francia
Meta ricercata e imprescindibile da coloro che visitano il territorio della Provenza, è Arles, città d’Arte e Storica, che si riflette sul fiume Rodano e considerata la più romana tra le città francesi, incarna perfettamente il fascino della Provenza.
Conosciuta per la sua ricca storia, che spazia dall’epoca romana fino ai giorni nostri, Arles è un luogo in cui la testimonianza del passato illustre vive ancora in ogni angolo.
Questa città è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per il suo eccezionale patrimonio storico, architettonico e culturale.
Camminare lungo le sue strade è come fare un viaggio nel tempo, tra l’antico anfiteatro, il teatro, le chiese medievali e ricordi dell’arte moderna.
Il cuore pulsante della città è la Place de la République, in cui si trovano l’Obelisco romano e la Chiesa ed il chiostro di Saint-Trophime, un capolavoro dell’architettura romanica con il suo portale scolpito ed il delizioso chiostro silenzioso.
Sotto la piazza della cattedrale, si cela un immenso quadrilatero sotterraneo di colonnati romani. Questo enorme forum era adibito a magazzino del grano e si scorgono ancora le zone usate come negozi, le condutture d’acqua e le fognature. Una visita insolita quanto affascinante.
Proseguendo la passeggiata, il turista può ammirare l’Anfiteatro Romano, costruito nel I secolo d.C., che un tempo ospitava combattimenti di gladiatori, adesso utilizzato per spettacoli e concerti.
Ed il Teatro Antico romano, è un altro gioiello di architettura romana ancora utilizzato per rappresentazioni teatrali e musicali.
Per gli amanti della pittura, come non ricordare il pittore Vincent Van Gogh che ha lasciato significative testimonianze della sua permanenza ad Arles, visitando alcuni angoli pittoreschi che hanno animato le sue opere più significative.
Il tormentato pittore olandese amava trascorrere qualche tempo in un caffè dai colori accesi che si affaccia su Place du Forum, una tipica e squisita piazzetta provenzale all’ombra di grandi platani.
Al centro della piazza si erge la statua di Frédéric Mistral, il poeta francese insignito del premio Nobel nel 1904. (www.arlestourisme.com)
Nel cuore di Arles, percorrendo le caratteristiche strade del centro storico, proprio di fianco all’anfiteatro romano ci si imbatte in un locale unico nel suo genere in Francia. Si tratta della galleria e libreria De Natura Rerum, un luogo che abbina arte e conoscenza.
Questa affascinante libreria offre una vasta selezione di libri di scienze naturali, storia e filosofia, invitando i visitatori a esplorare il mondo della conoscenza.
La galleria, che contiene oltre 4500 volumi sull’antichità, ospita anche mostre temporanee di artisti contemporanei, spesso ispirate alla natura ed alla scienza, creando un dialogo tra passato e presente.
Ambiente ideale per amanti dei libri e dell’arte, in cui si può sfogliare un volume antico od anche ammirare una nuova opera d’arte, in un ambiente tranquillo e ispirante, magari abbinando una degustazione di birre prodotte con il metodo e lo stile adottati oltre 2 mila anni fa, vini antichi e naturali oltre a distillati artigianali della Regione. (www.denaturarerum.fr)
Ed ancora, il Museo Dipartimentale Arles Antica, situato lungo il Rodano, è una tappa obbligata per chiunque voglia approfondire la storia di Arles e della Regione circostante.
Questo museo archeologico risulta a pianta triangolare e ciascuno dei tre lati è dedicato ad una specifica funzione: esposizione, accoglienza del pubblico, restauri e studi.
Gli oggetti esposti illustrano la storia della città ed il modo di vivervi dall’epoca neolitica fino alla tarda antichità, seguendo un coinvolgente percorso cronologico e tematico.
Il Museo ospita una straordinaria collezione di reperti romani, tra cui mosaici, sculture, sarcofagi e oggetti della vita quotidiana.
Uno dei pezzi più impressionanti è una barca romana, scoperta nel Rodano e perfettamente conservata, che offre uno spaccato unico della vita fluviale nell’antica Arles.
Ed interessanti sono le evidenze emerse dagli scavi della “Casa dell’Arpista”, il cui nome si ispira a una delle figure raffigurate sulle sue pareti, venne edificata prima della creazione della colonia romana da parte di Cesare, insediata un quartiere sulla riva destra del fiume Rodano che in quel periodi si riteneva fosse disabitata.
E’ stata allestita anche una specifica sezione con professionisti del settore archeologico e di ricerca, che si occupa della raccolta dei reperti, del loro consolidamento, del restauro e della conservazione, per la loro successiva esposizione all’interno dell’area museale.
Le mostre allestite sono ben curate e accompagnate da spiegazioni dettagliate, rendono la visita istruttiva ed affascinante. (www.arlesantique.fr)
Che si tratti di esplorare le rovine romane, di contemplare l’arte in una galleria moderna, di sfogliare libri in una libreria specializzata oppure di scoprire la tranquillità di un’antica abbazia, Arles è un luogo in cui le vestigia storiche e l’arte si intrecciano in modo sublime, offrendo ai visitatori un viaggio indimenticabile nel tempo e nella bellezza.

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