In Basilicata, oltre ai Sassi di Matera, città prossima a divenire la Capitale Europea della cultura nel 2019, viene conferita grande attenzione anche all’artigianato artistico che porta visitatori, appassionati e semplici curiosi a misurarsi con la più autentica cultura contadina e rurale.
Perchè, la maggior parte degli oggetti cari alla tradizione lucana è nata dal recupero delle materie
presenti sul territorio al fine di soddisfare soprattutto le esigenze quotidiane come dimostrano, ad esempio, i famosi timbri da pane, uno dei simboli della murgia materana usati per riconoscere il proprio pane una volta portato a cuocere dalle massaie nei forni comuni.
Così, l’artigianato lucano, vede anche attualmente i maestri artigiani lavorare i materiali offerti dal territorio come il legno per la costruzione sia di utensili casalinghi che di attrezzi da lavoro e complementi d’arredo ma anche per realizzare oggetti ad alto valore artistico.
Tra questi, ci si può soffermare in particolare sui timbri da pane la cui storia risale agli anni ’50 del ‘900, quando le massaie erano solite impastare il pane in casa per poi consegnarlo ai forni per la cottura, contrassegnando la pasta lievitata con un marchio che ne rendeva riconoscibile la provenienza. Infatti, era abitudine segnare ogni forma servendosi di uno strumento realizzato dai pastori durante il periodo della transumanza. Adesso invece il timbro, persa la sua funzione originale, è diventato un oggetto prettamente decorativo, più bello che utile in quanto realizzato con estrema cura avvalendosi solo di legni pregiati.
Il timbro presenta una parte superiore artistico-figurativa decorata con elementi architettonici o sacri, figure umane, animali domestici, simboli di virilità e prosperità in base all’estro artistico del pastore. A questa sezione è collegata, tramite un manico, la base sulla cui estremità venivano un tempo scolpite le iniziali del capofamiglia oppure l’effige della famiglia di appartenenza.
Per ammirare questi timbri, manufatti tipici di una tradizione ormai superata, è possibile fare visita al Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola a Matera oppure al Museo dedicato alla Civiltà Contadina di Aliano.
Così, attualmente, tra i vicoli della spettacolare città dei Sassi, là dove un tempo c’erano i forni, si trovano illustri botteghe quella di Massimo Casiello, con il suo laboratorio sito nel cuore della cittadina, un pezzo di storia che permette di scoprire il fascino di quella tradizione recuperata, ancora Antonio Cosola la cui produzione artigianale è legata alla creazione dei timbri da pane ed il laboratorio Mancini Antichità e Restauro, in via Bruno Buozzi, situato proprio lungo la strada panoramica che bordeggia la suggestiva collocazione dei sassi.
(i.c.)


















