Nepal, nella valle dei Gurung, gli ultimi cacciatori di miele

Nel cuore del Nepal settentrionale, all’interno del distretto di Lamjung, sorge il pittoresco villaggio di Ghale Gao, ancora sconosciuto ed incontaminato, in cui al viaggiatore è possibile immergersi ed abbandonarsi alle tradizioni, gli usi ed i costumi nepalesi. Il villaggio, immerso tra montagne, fiumi, torrenti, cascate e foreste verdi, è un vero microcosmo di straordinaria bellezza naturale a circa 205 km a nord ovest di KathmanduGhale Gaon, arroccato su di un crinale che domina la valle del fiume Marsyangdi, a circa 2.000 metri di altitudine, offre un’impareggiabile scenario montano costituito dalla catena montuosa dell’Himalaya occidentale, in particolare del gruppo del Lamjung dietro al quale compare la parete rocciosa meridionale dell’Annapurna II, ma si ammirano anche le vette di Himalchuli, Nadi e Boudha, dietro cui si scorge il Manaslu, uno dei quattordici ottomila.
Questo piccolo e pittoresco villaggio è abitato dai Gurung, etnia mongolo-tibetana tra le più importanti del Nepal. Sono particolarmente conosciuti per la loro resistenza fisica,

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il loro coraggio e per l’ospitalità. I Gurung sono anche esperti coltivatori di prodotti agricoli di montagna, come grano, mais e miglio, scambiati con il riso delle risaie della valle del Marsyangdi, oltre che abili pastori, in particolare di pecore. L’attività più singolare che li contraddistingue è certamente quella della caccia al ‘miele pazzo’: si tratta di una vera e propria caccia, praticata ormai da pochi membri di questo popolo, legata a riti antichissimi. Le vie di questo piccolo borgo sono lastricate a gradoni e le case sono di pietra, con le mura esterne intonacate di bianco e caratterizzate da una fascia color ocra

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chiaro intorno all’abitazione.
Così, per i viaggiatori davvero avventurosi che intendono davvero sperimentare la quotidianità di questa popolazione, ancora legata alle tradizioni ed agli usi nepalesi, si può contare sull’ospitalità dei Gurung nelle homestay, case ben attrezzate, dotate di toilette e spesso anche con doccia. Si tratta di un progetto istituzionale e lanciato dal Nepal Tourist Board, che intende favorire l’attività turistica gestita direttamente dagli abitanti dei villaggi.
Vivere con le popolazioni rurali del Nepal è sicuramente un’esperienza autentica, ma ancora più emozionante ed unico sarà assistere ad una spedizione di cacciatori di miele, nei dintorni di Ghale Gaon. Questo miele allucinogeno Himalayano è prodotto dalle api

ph-FB Nepal Tourism Board-4AM Production

più grandi del mondo con il polline di fiori velenosi, raccolto dai Gurung, in alveari pesanti oltre 60 chili, su una delle vette più inaccessibili del mondo a circa 3.000 metri di quota.
In questa zona del Nepal infatti, nella tarda primavera ed in autunno, viene realizzata la difficile e spettacolare raccolta del miele, attività millenaria che viene tramandata di generazione in generazione dai Gurung.
Il miele allucinogeno si trova infatti in enormi alveari naturali arroccati in posizioni impossibili a decine di metri d’altezza su pareti di roccia a strapiombo con grande difficoltà per l’ascesa e la raccolta. Dopo aver stordito e scacciato le api col fumo, il cacciatore sale sulla parete con una semplice corda intrecciata a mano e stacca l’alveare dalla roccia con l’aiuto di un bastone di bambù, lo depone in una cesta e lo porta a terra.
Ci sono due categorie principali di miele selvatico in Nepal, il primo è raccolto a novembre, dopo la stagione monsonica, una vera fonte di energia; l’altra tipologia, il miele primaverile, è la più importante e particolare. Questo miele rossastro è particolarmente prezioso e ricercato per le potenti proprietà allucinogene.
Inoltre, è possibile andare alla scoperta anche dei dintorni; infatti, da Ghale Gaon è possibile anche effettuare alcuni trekking facili, tra i quali, un itinerario che conduce al vicino villaggio di Ghan Pokhari, posto più in alto e raggiungibile comodamente.

www.welcomenepal.com

(Pg.F.)

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