L’area di Conegliano Valdobbiadene (Tv), si estende su un territorio collinare situato a 50 km. da Venezia e circa 100 km.dalle Dolomiti. La viticoltura qui ha origini antichissime ma la prima citazione scritta che lega il Prosecco a questo territorio risale al 1772. L’area storica di produzione, già dall’introduzione della DOC nel 1969, è rimasta circoscritta a 15 Comuni. Due di questi le danno il nome, Conegliano e Valdobbiadene, l’una la capitale culturale e l’altra cuore produttivo.
Itinerario storico artistico
Così, le colline del Conegliano Valdobbiadene costituiscono l’itinerario ideale per l’appassionato di vino che non si accontenta di degustare in cantina ma vuole immergersi nei luoghi di origine dei vini che sta scoprendo.
Infatti, in questa piccola zona del Veneto non è difficile scoprire borghi storici e bellezze naturalistiche. Si tratta di un luogo affascinante, da visitare in qualsiasi periodo dell’anno, in cui si fondono armoniosamente tradizione, cultura, arte, enogastronomia e ospitalità. Un paesaggio ricamato dai vigneti, incorniciato da colline dai versanti scoscesi, con centri pittoreschi, aziende agricole e cantine.
Il punto di partenza di un possibile itinerario è la cittadina di Conegliano, patria del pittore Cima da Conegliano (1459-1518), uno dei maestri del Rinascimento veneto. A partire dal ‘200 si presenta come una cittadina con una struttura ben organizzata, con imponenti recinzioni murarie e torri angolari.
Il centro della città è un esempio raffinato di architettura veneta rinascimentale. Il corso principale, Contrada Granda, oggi via XX Settembre, in origine era circondata da mura e si poteva raggiungere attraverso tre porte: del Rujo ad ovest, del Monticano ad est, e di S. Polo a sud. Vi si affacciano gli eleganti palazzi nobiliari e il Duomo, la cui facciata
a salienti è stata completamente coperta dall’edificio della Scuola dei Battuti.
Muovendosi verso sud-ovest una tappa di particolare interesse è Susegana, sede del castello di San Salvatore, antica fortificazione adagiata su un colle panoramico e risalente al XIV secolo, quando la famiglia Collalto decise di stabilirvi la sua dimora. Nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che hanno richiesto un restauro di molte aree, il castello non ha perso il suo fascino e la sua rilevanza come patrimonio architettonico e paesaggistico. Non è un caso infatti se ogni anno a maggio le stanze del Palazzo Odoardo ospitano la più importante manifestazione dedicata al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, “Vino in Villa”.
Proseguendo verso ovest ci si addentra nella denominazione del Conegliano Valdobbiadene e si inizia a cogliere il legame indissolubile che l’arte e la cultura agricola locale hanno sempre avuto nel corso dei secoli. Sosta d’obbligo è la Pieve di San Pietro di Feletto, una delle pievi più antiche d’Italia, risalente all’epoca longobarda (XI secolo), che ancora adesso si distingue sui docili pendii di queste colline per la sua solida ma elegante architettura romanica.
Mentre a Follina si trova l’Abbazia cistercense di Santa Maria di Follina, eretta su un precedente edificio benedettino nel XII secolo. Al suo interno è possibile ammirare la statua della Madonna del Sacro Calice, risalente molto probabilmente al VI secolo e meta di pellegrinaggio, e l’affresco Madonna con Bambino e Santi del 1527 ad opera di Francesco da Milano. Il chiostro è invece antecedente alla costruzione della basilica e fu portato a termine nel 1268 per volere dei monaci cistercensi che si insediarono nel monastero. A testimonianza di ciò una incisione su pietra nella parte nord del chiostro.
Un importante centro della zona è Valdobbiadene, cittadina di antiche origini, ricca di interessanti architetture religiose e ville venete: la chiesa parrocchiale di Guia, attribuita al Canova; la chiesa quattrocentesca di San Gregorio; Villa Piva, detta anche Villa dei Cedri, un antico opificio ottocentesco; Villa Barberina del Settecento. Il Duomo di piazza Marconi risale al XIV secolo ed suo interno custodisce numerose opere degne di nota, mentre all’esterno è affiancato dall’imponente campanile.
Tornando verso nord-est si arriva a Vittorio Veneto, cittadina nata nel 1866 in seguito alla fusione degli antichi centri di Serravalle e Ceneda. Vittorio Veneto è nota come la “città della vittoria” contro gli austriaci nella Grande Guerra, alla quale è dedicato il Museo della Battaglia nella piazza principale. Serravalle, nota
nel Cinquecento come la piccola Firenze del Veneto, è un piccolo tesoro che racchiude al suo interno moltissime opere d’arte. I resti delle torri e delle mura sparsi per la città, testimoniano anche adesso un antico insediamento romano del I sec. a.C..
Ceneda invece è dominata dal Castello alto medievale di S. Martino, da più di mille anni sede episcopale, e ospita all’interno del Museo Diocesano numerose opere di Cima da Conegliano. Di notevole importanza poi l’Annunciazione, risalente al XVI secolo e affrescata da Andrea Previtali all’interno della chiesa del Meschio. Proseguendo dal centro cittadino è possibile raggiungere la zona chiamata Ghetto, abitata anticamente da una comunità ebraica.
Itinerario paesaggistico
Nel Conegliano Valdobbiadene è impossibile scindere il mondo enologico dal paesaggio. L’enologia e la morfologia del territorio si fondono e condizionano da secoli, tanto che il loro dialogo ha dato vita a quel paesaggio ricamato candidato dall’Unesco a Patrimonio dell’Umanità. Qui il vino è cultura profonda, tramandata da generazione a generazione. Il viticoltore è custode di una terra preziosa di cui desidera tramandare la bellezza. La viticoltura modella panorami e paesaggi di autentico splendore il cui fascino è arricchito dalle opere artistiche umane: testimonianze medioevali, eremi, chiesette secolari, tracce della storia rurale civile e religiosa delle genti di qui. Senza dimenticare la possibilità di gustare, nei tanti locali disseminati lungo il tracciato, la cucina tradizionale ed i prodotti tipici.
L’enoturismo italiano, concetto tanto diffuso attualmente, mosse i primi passi proprio da Conegliano dove nel 1966 fu istituita la prima Strada del Vino nazionale. La sua fondazione si deve a Giuseppe Schiratti, da un’intuizione di Italo Cosmo, all’epoca direttore dell’Istituto sperimentale della Viticoltura di Conegliano, dopo una sua visita alla Deutsche Weinstrasse, la strada tra le valli del Reno e della Mosella.
Il tracciato della Strada del Prosecco si snoda per 120 km tra i vigneti e incontra i centri di maggior rilievo storico-artistico. L’obiettivo della sua creazione è stato, e continua a essere, la valorizzazione dell’intero territorio da
Conegliano fino a Valdobbiadene.
Prima di percorrere l’itinerario tra le colline il consiglio è di soffermarsi a Conegliano, centro di riferimento della storia enologica della zona, perché sede della Scuola Enologica di Conegliano, dichiarata monumento nazionale. Insieme agli adiacenti Bottega del Vino del 1927, luogo dedicato all’assaggio e realizzata su progetto dell’ingegnere Bernardo Carpené, e al Museo Manzoni costituisce un luogo di approfondimento e diffusione per gli appassionati e i visitatori del territorio.
Muovendosi da Conegliano, capitale culturale della zona, ci si dirige verso ovest per raggiungere infine Valdobbiadene, capitale produttiva. Ma prima si possono godere paesaggi incantevoli e architetture rurali in perfette condizioni di conservazione come il Molinetto della Croda, a Refrontolo, costruito a inizio ‘600, che ancora oggi un grande mulino perfettamente funzionante. Oltre al Conegliano Valdobbiadene Docg, in questa zona viene prodotto un altro vino di alta qualità, il Refrontolo Passito DOCG, dal colore rosso rubino con orli violacei. Ci si addentra sempre di più tra i filari fino a raggiungere una delle zone più suggestive della Docg, le colline più settentrionali della denominazione, in cui i vigneti disegnano uno scenario particolarmente suggestivo. Siamo a Miane e Campea, una zona di alto pregio paesaggistico.
Di seguito, in direzione Valdobbiadene, ci si imbatte nella cru della Docg Conegliano Valdobbiadene: l’area del Cartizze, 107 ettari di vigneto, che dà il nome al celebre spumante, prodotto tra le colline più scoscese di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza, dove ha sede anche la Confraternita del Prosecco. In questi comuni l’associazione Strada del Prosecco propone percorsi di trekking come ad esempio l’Anello del Prosecco Superiore, un itinerario naturalistico che conduce attraverso le località citate alla scoperta della tradizione e della cultura enologica e gastronomica di questa terra. I percorsi organizzati dalla Strada del Prosecco e altre associazioni di promozione del territorio sono disponibili sul sito dedicato.
Un altro affascinante percorso è quello proposto dalla ciclovia Monaco – Venezia che si snoda per 560 km attraversando tre Nazioni: Germania, Austria e Italia. Le colline del Prosecco sono una tappa fondamentale, per pedalare immersi nei vigneti e rifocillarsi delle bontà enogastronomiche del territorio.
www.prosecco.it/it
www.coneglianovaldobbiadene.it
(i.c.)















