La regione Liguria è ricca di luoghi in cui si possono ancora celebrare il passato ed il grande progresso tecnologico che hanno segnato quest’epoca. In maniera più suggestiva, si può parlare di “cattedrali” dell’industria, in quanto sono quasi dei veri e propri luoghi di culto e celebrazione della memoria del secolo
chiave dello sviluppo industriale italiano. Testimonianze di “ieri” ispirate al fare che rivivono adesso, spesso a seguito di sapienti interventi di recupero, in una nuova veste e destinazione d’uso. Di seguito alcuni esempi eccellenti.
Miniera di Gambatesa (Ne, Genova): nel piccolo paesino di Ne, in provincia di Genova, si trova tutt’oggi la Miniera di Gambatesa. Aperta nel 1876 con un permesso di ricerca e di estrazione del manganese, la miniera di Gambatesa è stata uno dei complessi minerari più grandi d’Europa dal punto di vista occupazionale. È rimasta in attività, anche se in forma ridotta, fino al 2011. Una volta chiusa l’attività mineraria, il sito è diventato un museo, dove è possibile seguire le tracce del passato, perlustrando le gallerie a bordo del trenino dei minatori, costituito dai vagoncini un tempo utilizzati per il trasporto dei materiali. La visita prosegue attraverso un percorso pedonale lungo la galleria principale. Ogni metro della galleria ricorda le difficili giornate dei lavoratori; ogni goccia d’acqua che cade dal soffitto rammenta le condizioni di lavoro estreme che affrontavano quotidianamente, mentre la poca luce che riesce a filtrare all’interno della miniera riporta indietro nel tempo, facendo vivere per un attimo la dura vita dei minatori di Gambatesa. Il Museo è aperto dal 1° Ottobre al 31 Marzo solo nei fine settimana e festivi, dalle 10 (orari di visita ore 11, ore 14 e ore 15:30 circa).
Museo dell’arte vetraria (Altare, Savona): situata in un territorio ricco di fitti boschi, la città di Altare è la “porta” della Valbormida, area di confine tra la costa e l’entroterra, in provincia di Savona. La storia del paese è fin dalle sue origini intrecciata con la lavorazione del vetro, che venne introdotta probabilmente già nel XII secolo dai monaci Benedettini.
In otto secoli di storia, un cambiamento strutturale si verificò solo nel 1856, quando nasce la Società Artistico Vetraria Anonima Cooperativa facendo seguito ad un accordo tra le 16 famiglie di Altare produttrici di vetro. Queste unirono le vetrerie di Altare in un’unica grande azienda: la Società Artistica di Manifattura del Vetro. La tradizione della lavorazione artistica del vetro vive, oggi, nelle botteghe artigiane di soffiatura e incisione e nelle fornaci del Museo dell’Arte Vetraria, ospitato all’interno della stupenda Villa Rosa, caratteristico esempio di stile Liberty. Nei giardini di Villa Rosa è installata una fornace dimostrativa per la produzione di vetro soffiato. La struttura, di circa 70 metri quadrati, comprende due forni fusori, un forno di tempera e diverse attrezzature per lo svolgimento del lavoro.
Porto antico (Genova): simbolo indiscusso della città di Genova è senz’altro la zona del Porto Antico con le sue attrazioni principali, tra cui il rinomato Acquario, la più grande esposizione di biodiversità acquatica in Europa con oltre 15.000 animali. Fin dal V secolo a.C. il porto di Genova riuscì a consolidare il suo primato nel mondo del commercio marittimo del Mediterraneo, grazie alla sua posizione strategica. Nel 1992 l’antica zona portuale, con la sua storia travagliata ed i segni del tempo glorioso, venne progettata da Renzo Piano che riuscì a renderla un vero e proprio centro turistico cittadino. Il Porto Antico è ora un centro multiculturale moderno, che offre attrazioni e servizi per tutte le età e per tutti i bisogni. Nella zona del porto di Genova si possono ora vivere esperienze uniche, grazie alle innovazioni introdotte dal progetto di Piano: l’ascensore panoramico Bigo, la Biosfera con piante provenienti da tutto il mondo e la città dei bambini, che fanno la gioia dei più piccoli e dei più curiosi.
Pista ciclopedonale del ponente ligure (Imperia): una pedalata lungo la costa, sulle tracce della vecchia linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. L’itinerario offre 24 chilometri di pista ciclopedonale in riva al mare, recuperata dall’ex tracciato ferroviario del Ponente Ligure. Si attraversano i comuni di Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, passando per Sanremo. Lungo il percorso sono presenti numerosi accessi alle spiagge, punti di ristoro e noleggio bici. Il viaggio attraverso i siti della storia dell’industria non può prescindere dai mezzi di trasporto che hanno contribuito allo sviluppo e al progresso.
Centrale Enel (Savona): il progresso ha bisogno di energia, e, ad inizio secolo, i combustibili di origine fossile erano i protagonisti. Non faceva eccezione la centrale termoelettrica Enel sorta a Savona nel 1905 alla foce del torrente Letimbro, lungo la fascia litoranea. Opera dell’ingegner Rinaldo Negri, venne dismessa negli anni ’70 a seguito dell’inaugurazione della nuova centrale Tirreno Power di Vado Ligure. Un progetto di riqualificazione ha recentemente restituito questa monumentale opera alla città; nel corso del mese di luglio 2017 è stato infatti inaugurato il centro commerciale La Città sul Mare, con 10 punti vendita.
Così, in Liguria è possibile visitare e riscoprire siti ricchi di storia, che hanno tanto da insegnare e da offrire, sia ai più grandi che ai più piccoli. Veri e propri viaggi alla scoperta delle radici del progresso, in un contesto sempre nuovo ed attuale, in grado di rendere la storia ancora più affascinante ed alla portata di tutti.
(i.c.)


















