di Leonardo Felician
Musica d’autunno – Vienna è una città che unisce la raffinatezza della sua storia imperiale alla vitalità della vita contemporanea.
Dalle sale dei musei alle strade animate dai mercati, offre un calendario fitto di eventi culturali e occasioni di intrattenimento.
Tra gastronomia, shopping e tradizione,
ogni visita si trasforma in un’esperienza completa e molto gradita ai turisti italiani che la frequentano in ogni stagione, ma soprattutto in autunno, perché Vienna regala un clima mite, ideale per passeggiare tra i viali alberati che si colorano di rosso e oro.
È la stagione dei grandi appuntamenti culturali, dalle mostre ai concerti, e dei sapori della vendemmia e delle osterie tipiche, un periodo in cui la città appare più intima e accogliente, lontana dalle folle estive.
Uno dei temi più importanti legati alla città è la musica, di cui Vienna merita il titolo di capitale europea.
Qui ogni sera è possibile assistere a concerti di musica da camera, sinfonica o d’opera: la monumentale sede della Staatsoper, l’Opera di Stato, tra le più famose sale di teatro al mondo, si presenta all’inizio della Kärntnerstrasse, segnando l’ingresso nella zona più vivace e frequentata del centro cittadino.
L’elenco dei musicisti e compositori che qui sono nati o hanno operato spazia dal ‘700 al ‘900 e comprende tra gli altri nomi importanti come Mozart, Beethoven, Schubert, Strauss padre e figlio, Brahms e più di recente Schönberg ed infine Berg e Webern.
Giocare con la musica – Con questo palmarès unico al mondo, non stupisce trovare a Vienna la Haus der Musik, un museo interattivo e divertente tutto dedicato al suono e alla
musica, dai primi rudimentali strumenti fino alla musica contemporanea.
Stimolante e adatto anche ai bambini, ma anche ai ragazzi più grandi e agli adulti, il museo è aperto dalle 10 di mattina alle 10 di sera e si definisce un luogo dove la musica è viva.
Sui quattro piani di un palazzo del centro storico, sono presentate installazioni interattive e multimediali che introducono al suono e alla musica fin dalla scala musicale su cui si cammina per raggiungere il primo piano, trasformando così la visita in un gioco ed in un’esperienza immersiva unica.
Dopo aver lasciato al piano terra il Café Nicolai, il primo piano è tutto dedicato ai Wiener
Philharmoniker e permette ai visitatori di scoprire la storia di una delle orchestre più celebri al mondo, la cui attività è cominciata proprio in questi locali pieni di cimeli che rendono omaggio ai più grandi compositori e direttori dell’orchestra.
Con il titolo di Sonotopia, l’intero secondo piano fa conoscere i suoni dei diversi strumenti, scoprendo i principi della fisica del suono e l’acustica.
Il terzo piano mette in vetrina i grandi compositori legati a Vienna nel periodo e nei tempi moderni.
Ma è il quarto piano quello più divertente e più originale, dove si può testare il proprio talento musicale con il gioco del Direttore Virtuale.
Dopo un benvenuto dato da uno Zubin Mehta virtuale, si sceglie il brano da eseguire, tra le popolari arie eseguite nei Concerti di Capodanno come la Radetzky Marsch, iI Danubio Blu o una polka, posizionati di fronte a un enorme schermo per provare a dirigere l’orchestra virtuale dei Wiener Philharmoniker.
I movimenti fatti con le mani, con le braccia e con una bacchetta vengono rilevati e influenzano in tempo reale il ritmo e il volume della musica.
L’orchestra reagisce così ai movimenti del direttore, suonando in modo caotico, a volume troppo alto o troppo basso in caso di errori, mentre suona in perfetta armonia se si dirige correttamente. L’approccio di questo museo combina tradizione e tecnologia, permettendo
di sperimentare direttamente tonalità, suoni e strumenti musicali attraverso installazioni all’avanguardia. (www.hdm.at)
Sulle note del re del valzer – Ma l’esperienza musicale viennese continua anche nel Museo Johann Strauss, ubicato nei pressi della Karlsplatz e celebra il compositore con un’esposizione multimediale che offre un viaggio immersivo di 75 minuti attraverso la vita e l’opera di Johann Strauss figlio, il re del valzer.
L’esposizione interattiva nuovissima, riprogettata completamente un paio di mesi fa, include molti elementi multimediali, una guida audio 3D con cuffie e una macchina
compositrice, permettendo ai visitatori di immergersi nel glamour musicale del XIX secolo.
Il museo racconta la storia di Johann Strauss figlio e dell’intera dinastia Strauss, inclusi Johann Strauss padre, Josef ed Eduard Strauss.
Mentre i visitatori si muovono attraverso gli spazi, un commento si attiva automaticamente in base alla sezione in cui si trovano; hanno inoltre la possibilità di comporre il proprio valzer ed esplorare le vicende storiche austriache che fanno da sfondo, insieme agli aneddoti che raccontano l’epoca in cui Vienna divenne la capitale della musica. (www.johannstraussmuseum.at)
Negli hotel dei musicisti – L’eredità musicale di Vienna si riflette ancora oggi
nell’ospitalità della città, dove storia e tradizione si fondono con l’accoglienza contemporanea.
Vicino all’animato Naschmarkt, mercato cittadino dal fascino bohémien, l’Hotel Beethoven celebra già nel nome la cultura musicale della città.
E’ una struttura a quattro stelle in Papagenogasse, vicino all’ingresso principale del Theater an der Wien in cui il grande compositore tedesco visse, compose e diresse.
Le camere improntate a temi diversi ai diversi piani offrono una vista sulla vivace zona circostante, permettendo agli ospiti di vivere da vicino il legame tra Vienna e i suoi grandi
compositori. (www.hotel-beethoven.at)
Non meno significativo è l’Austria Classic Hotel Wien sulla Praterstrasse, che rappresenta un ponte tra la tradizione musicale viennese e l’innovazione della musica per il cinema. (www.classic-hotelwien.at)
Il suo bar è dedicato alla figura di Max Steiner che proprio qui nacque. Con un talento musicale straordinario fin da piccolo, compositore da Oscar fin dagli anni ’20 del secolo scorso, sviluppò tecniche fondamentali per le colonne sonore orchestrali a Hollywood.
La tradizione musicale viennese continua così a vivere non solo nei teatri storici e nei musei della città, ma anche nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.
Vienna però non è solo musica – Passeggiare nel suo centro storico raccolto dall’anello della Ringstrasse, costruito a partire dal 1857 per volontà dell’imperatore Francesco Giuseppe dopo l’abbattimento delle antiche mura medievali, permette di ammirare palazzi
di epoche diverse ma con una forte impronta ottocentesca.
La città conserva una notevole unità architettonica, soprattutto nel centro del cosiddetto 1. Quartiere.
L’imperatore, simbolo di stabilità per quasi settant’anni con un lungo regno durato dal 1848 al 1916, impresse uno stile riconoscibile alla capitale: elegante e severo al tempo stesso, monumentale, ma sobrio e privo di eccessi, come nel suo carattere, capace di conciliare il classicismo con esigenze moderne.
Sotto la sua guida vennero progettati edifici pubblici che ancora oggi costituiscono il cuore monumentale della città: tra essi i due grandi musei gemelli, il
KunsthistorischesMuseum ed il Naturhistorisches Museum.
Collocati uno di fronte all’altro su Maria-Theresien-Platz e separati da una piazza con grande statua dell’imperatrice settecentesca, sono stati pensati per celebrare il sapere e la cultura in un contesto scenografico di grande respiro.
Molti piccoli edifici medievali vennero sacrificati in nome di questa nuova monumentalità, ma il risultato fu la creazione di una capitale dall’aspetto uniforme e coerente, che ancora oggi si percepisce camminando o viaggiando in tram lungo il Ring.
Un architetto controcorrente – A questa visione imponente e severa si contrappose, un
secolo più tardi, l’opera di uno degli architetti più originali e riconoscibili d’Europa: Friedensreich Hundertwasser.
Nato a Vienna nel 1928, introdusse canoni completamente opposti alla sobrietà asburgica: linee curve, facciate irregolari, colori accesi, finestre di dimensioni diverse, inserti ceramici e vegetazione che invade le pareti.
Il suo stile, spesso affine al catalano Antoni Gaudí, ebbe applicazioni sorprendenti e inattese, come l’inceneritore dell’immondizia di Spittelau, nel quartiere nord della città, trasformato in un edificio giocoso e iconico, decorato con cupole dorate e piastrelle colorate.
Il suo capolavoro viennese resta però la Hundertwasserhaus, complesso residenziale
terminato nel 1985, dove la logica urbanistica cede il passo ad un’architettura organica, quasi fiabesca, che ha reso l’edificio una delle attrazioni più fotografate della città.
Non lontano, bastano pochi minuti a piedi, si trova la Kunt Haus Wien, il museo interamente dedicato a Hundertwasser. (www.kunsthauswien.com)
Inaugurato nel 1991, rappresenta la massima espressione della sua poetica architettonica: la facciata alterna colori forti e superfici bianche, con pareti irregolari che sembrano ondeggiare e un pavimento volutamente non perfettamente piano.
L’esterno è scandito da inserti ceramici, colonne policrome e linee sinuose che negano la
rigidità dell’architettura tradizionale. All’interno, il museo ospita una collezione permanente di opere di Hundertwasser, dalle prime tele influenzate dall’Espressionismo alle grafiche e ai progetti architettonici, oltre a mostre temporanee dedicate all’arte e alla fotografia contemporanea.
Lo spazio espositivo non è banale: ogni sala denota una forte impronta dell’artista, con pavimenti irregolari, finestre asimmetriche e angoli verdi che sfidano qualunque convenzione museale.
Visitare la Kunst Haus significa entrare in un universo visivo originale in cui arte e architettura si fondono, lasciando al visitatore la sensazione di trovarsi in un’opera d’arte totale.
L’800 si sposa con il ‘900 – Un altro artista viennese della stessa epoca e di altrettanto grande originalità fu co-fondatore della Scuola viennese del Realismo Fantastico, scomparso 10 anni fa.
Per vedere le sue opere e visitare il suo Museo bisogna spostarsi, in auto oppure con i mezzi pubblici, qualche chilometro fuori città.
Nel 1972 infatti si stabilì in una scenografica villa costruita quasi un secolo prima dal grande architetto Otto Wagner e con due anni di profonda ristrutturazione la trasformò in una collezione d’arte che celebra la sua opera, aperta al pubblico nel 1988.
La Villa Wagner era stata progettata come palazzo estivo nello stile di una villa romana, con ispirazione a Palladio, suscitando all’epoca scalpore per l’uso del linguaggio classico in un contesto viennese d’avanguardia.
Questa unione tra architettura storica di fine ‘800 e arte contemporanea resta un unicum che val la pena vedere.
Foto by Cynthia Beccari
















