Calabria, nella Costa dei Ciclamini storia e tradizioni valorizzano il passito Greco di Bianco

Natura incontaminata, a tratti selvaggia ed aspra, un ambiente suggestivo e di grande fascino. Terra di monti degradanti al mare, testimonianze di vestigia antiche, storia ed ataviche tradizioni. Tutto questo e tanto altro è racchiuso nella Locride, un tratto di Calabria,   ricompreso nella Costa dei Ciclamini e bagnato dal mare Jonio.
In questo lembo dell’estremo sud della Calabria Jonica, terra del bergamotto, dell’olio d’oliva e del vino, situato a pochi chilometri da Reggio Calabria, sorgono borghi antichi, tra cui molti abbandonati. Ma quelli attualmente vissuti rappresentano e testimoniano un passato pieno di storia e tradizioni, modellate da impianti architettonici giunti a noi quasi intatti, che regalano al visitatore un’autentica immersione in una realtà composita fatta di gente cordiale, di orgogliose usanze e testimonianze di un passato tanto lontano quanto perpetuato da modelli urbanistici suggestivi e di grande suggestione e fascino.
Come Gerace, cittadina posta su di una rupe, a 470 mt. s.l.m., che conserva ancora oggi un’impostazione ed un fascino medievali, situata all’interno del Parco nazionale dell’Aspromonte. Il centro urbano, in particolare il borgo antico, è ricco di chiese, palazzi d’epoca ed ambienti, un tempo abitazioni oppure botteghe, scavati direttamente nella roccia. Nel borgo meritano una visita il castello, la cattedrale, la chiesa di San Francesco, una serie di piccole chiese probabilmente di origine bizantina oltre a numerose costruzioni civili di varie epoche e stili architettonici. Inoltre, dalla sua posizione arroccata, Gerace gode di un’ampia e panoramica visuale su gran parte del territorio della Locride.
Ed ancora, Bova (Chorà Tu Vua, in greco-calabro), di antiche origini, è un caratteristico borgo arroccato sul versante orientale dell’Aspromonte a 915 mt s.l.m., inserito nel circuito de I Borghi più belli d’Italia. Il piccolo paese è considerato capitale culturale della Bovesia, quindi della cultura greca di Calabria, una lingua che orgogliosamente e tenacemente questa gente tiene viva impedendo l’oblio della loro tradizione linguistica, attraverso il mantenimento dell’idioma grecanico, mirabilmente evidenziato nel Museo della Lingua Grecanica dedicato a Gerhard Rohlfs, noto linguista tedesco che rese note al mondo intero le antiche origini di questo idioma. E quale ulteriore testimonianza grecanica, quasi tutte le contrade sono caratterizzate da nomi di derivazione greca. Bova mantiene intatto il suo assetto urbano medievale, ingentilito da edifici tardo barocchi e monumentali palazzi settecenteschi. Inoltre, il borgo ospita il Museo Civico di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte, situato all’ingresso della cittadina. Mentre nell’antico quartiere Rao, posto nelle vicinanze della Piazza comunale, è visitabile il Museo all’aperto della Civiltà Contadina.
Quindi Bianco, che gode di fama e di notorietà non solo di livello nazionale per il pregiato passito dal colore giallo ambrato detto “Greco di Bianco”, prodotto all’interno del suo territorio. La vite dalla quale si ricava il Greco di Bianco ha origini molto remote; infatti si ritiene che il primo tralcio sia arrivato nel territorio di Bianco, già nel VII secolo a.C., quando i Greci sbarcarono presso il promontorio Zefirio, l’attuale Capo Bruzzano. A questo vino nel 1980 è stato attribuito il marchio DOC e ad esso spetta, al pari dell’altro vino autoctono, il Mantonico, il merito di avere fatto ottenere al Comune l’inserimento nell’Associazione nazionale Città del Vino. Inoltre è prevista la realizzazione di un progetto per l’istituzione di un Centro Studi dedicato ai palmenti, per consentire l’approfondimento sulla loro presenza nel Mediterraneo, come testimonianza dell’antica circolazione dei vitigni e dei metodi per coltivarli. Ed i palmenti rappresentano altresì l’occasione per fare conoscere ed apprezzare anche il Greco di Bianco, annoverato tra i vitigni più antichi d’Italia, testimonianza di un’agricoltura di qualità legata al territorio. In questo ambito territoriale calabrese ne sono stati censiti oltre 750 ed adesso il Comune di Bianco, avvalendosi della preziosa ed appassionata competenza del docente universitario, Attilio Scienza, intende renderli protagonisti all’interno di un nuovo progetto per la valorizzazione turistica della zona e del vino Greco di Bianco, che viene prodotto da 25 aziende locali. Ed al Greco, il Comune di Bianco ha dedicato anche un Vino Museo intitolato “La Verde” Vallata La Verde, oltre a farsi promotore di numerose iniziative e feste popolari per valorizzarlo e farlo conoscere anche oltre l’ambito territoriale di riferimento.

www.comune.bianco.rc.it

(Piergiorgio Felletti)

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